...

...
...
...

Il progetto "Dark Yuga" prende spunto da un'idea di Egidio Longo (bassista) e Ivan Olivieri (batterista) in uno di quei posti più soliti dove arrivano le migliori idee: in piazza ad Aprile a raccontare episodi scolastici e magari anche a mandare imprecazioni a qualche insegnante per i brutti voti. Date le esperienze musicali di Egidio e di Ivan, dopo riflessioni varie decidettero di ingaggiare Luigi Capristo come chitarrista leader, che negli anni passati aveva gia militato in altre band con Egidio ed era in ogni caso un amico di infanzia di entrambi i fondatori. Dopo qualche titubanza, causata dalla scarsa preparazione strumentale di Ivan, Luigi accetta l'invito ed entra a far parte dei Dark Yuga (under construction). Appena chiarite le intenzioni della band, tutti i componenti optarono le proprie scelte verso una voce femminile ed è cosi che dopo qualche giorno si ebbe l'imminente entrata di Nausicaa Stoppelli. Il gruppo era ormai pronto, e con l'acquisto della strumentazione adatta si cominciò a lavorare sperando magari che un giorno il sogno di diventare “qualcuno”diventasse realtà. Le prime prove vennero prese quasi per gioco, poiché le canzoni che venivano studiate erano molto lontante dalle idee generali: suonare metal. Si iniziò con i Red Hot Chili Peppers continuando tra Green Day e Cranberries, insomma tutti quei gruppi che permettono ad una giovane formazione di accordarsi insieme e sperimentare per quale via si è veramente portati. Data la notevole progressione del batterista e il ritorno del chitarrista dall'Inghilterra dopo due mesi, nella seconda metà di Agosto vennero effettuati degli aggiornamenti nell'attrezzatura e nella formazione del gruppo, con l'ingaggio di un'ottima seconda chitarra, suonata da Emanuele Oliva, il quale aveva conosciuto Luigi in conservatorio studiando sotto la guida del maestro Pietro Cantisani. Non ci volle molto per capire che le cose si erano messe per il verso giusto e fu così che dopo mesi di attesa i Dark Yuga, con molta fiducia in loro stessi, si imbarcarono in quella che sarebbe potuta diventare la loro “autostrada”....

...

...
...
...
...